{"id":36835,"date":"2026-04-27T16:41:12","date_gmt":"2026-04-27T16:41:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fondazioneaugurusa.org\/creare-e-non-catturare-valore-con-green-sim\/"},"modified":"2026-08-01T15:08:13","modified_gmt":"2026-08-01T15:08:13","slug":"creare-e-non-catturare-valore-con-green-sim","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fondazioneaugurusa.org\/en\/creare-e-non-catturare-valore-con-green-sim\/","title":{"rendered":"Creare e non catturare valore con Green SIM"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;intervista a Gianpaolo Basile<\/h2>\n\n<details class=\"wp-block-details has-background has-small-font-size is-layout-flow wp-container-core-details-is-layout-53ec22ab wp-block-details-is-layout-flow\" style=\"border-style:none;border-width:0px;background-color:#ececec;margin-top:40px;margin-bottom:40px;padding-top:var(--wp--preset--spacing--50);padding-right:var(--wp--preset--spacing--50);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--50);padding-left:var(--wp--preset--spacing--50)\"><summary><strong>Chi \u00e8 Gianpaolo Basile<\/strong><br><\/summary>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gianpaolo Basile \u00e8 professore ordinario di Economia e Gestione dell\u2019Impresa presso l\u2019Universitas Mercatorum e docente di Economia e Strumenti di Gestione d\u2019Impresa presso l\u2019Universit\u00e0 Sapienza di Roma, Dipartimento CORIS. \u00c8 autore di numerose pubblicazioni su prestigiose riviste e membro di SIMA, SIMKTG, AIDEA, EURAM, EUROMED e dell\u2019Institute Place Management (IPM) presso la Manchester Metropolitan University. Responsabile scientifico di progetti europei finanziati in modo diretto o indiretto, nonch\u00e9 responsabile della pianificazione strategica di Comuni, aree vaste e Gruppi di Azione Locale (GAL), i suoi interessi di ricerca si concentrano nell\u2019ambito dello studio dei modelli e dei processi di sostenibilit\u00e0 letti dal lato dell\u2019impresa e delle comunit\u00e0\/territorio.  <\/p>\n<\/details>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><em><strong>Innanzitutto la ringraziamo per essere qui con noi, quali siano le sue sensazioni al termine di questa esperienza con i nostri studenti?<\/strong><\/em><\/em><\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019esperienza \u00e8 sempre molto avvincente e interessante, e forse porto a casa pi\u00f9 di quanto dovevo. Nel senso che i ragazzi hanno un profilo elevato, un profilo eterogeneo, e questo fa sempre bene a un\u2019aula di discussione. Ho lanciato degli spunti, rispetto ai quali poi abbiamo cercato di raccogliere un po\u2019 di metodologia, un po\u2019 di concettualizzazione e anche un po\u2019 di pragmatica, quindi affrontando anche dei temi in modo pratico. Per\u00f2 assolutamente il profilo dei ragazzi \u00e8 alto, veramente alto.   <\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><em><strong>Lei ci aveva gi\u00e0 offerto il suo sostegno al lancio del modello <a href=\"https:\/\/www.socialimpactmanager.it\/\">Social Impact Manager<\/a> nella primavera del 2025, in qualit\u00e0 di membro dell\u2019Osservatorio ESG della Sapienza. Cosa aveva aveva visto nel nostro modello da spingerla ad appoggiarlo sin dai suoi primi momenti? <\/strong><\/em><\/em><\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non posso non dire che <strong>mi lega un forte affetto, ma anche ammirazione, alla Fondazione Augurusa, che ha ideato questo percorso e di cui condivido assolutamente i valori, il modello concettuale e le finalit\u00e0 che si propone<\/strong>. Quindi diciamo che questa \u00e8 stata assolutamente una base di partenza. Poi \u00e8 chiaro che, per chi come me \u00e8 un curioso e allo stesso tempo ha il \u201ccomplesso dell\u2019indecisione\u201d del ricercatore, avere momenti di confronto con una platea tanto qualificata e, in un certo qual modo, verificare la bont\u00e0 dei propri avanzamenti, delle proprie idee, delle proprie ricerche, non pu\u00f2 che rappresentare un\u2019occasione da cogliere. Quindi non si pu\u00f2 non approfittare di una situazione del genere.   <\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><em><strong>Lei, professore, oltre che docente, \u00e8 prima di tutto un educatore. Che responsabilit\u00e0 sente oggi un docente universitario nel preparare giovani che sono chiamati a confrontarsi con sfide sociali e ambientali sempre pi\u00f9 complesse? <\/strong><\/em><\/em><\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tante volte li incito sempre, come ho fatto anche oggi, a un momento di forte socialit\u00e0, di condivisione delle proprie conoscenze, quasi con un modello di cross-sourcing, per far emergere poi soluzioni a sfide della societ\u00e0, che possono essere tanto le loro personali quanto quelle della societ\u00e0 stessa. Infatti <strong>per me il senso di responsabilit\u00e0 verso questi ragazzi si manifesta nel fargli capire che bisogna creare valore e non catturare valore<\/strong>. L\u2019elemento pi\u00f9 incalzante rispetto alle mie lezioni \u00e8 appunto quello di eliminare gli egoismi quando si hanno delle risorse che possono essere utili per dare risposte a delle sfide; risorse che allo stesso tempo possono essere addirittura incrementate grazie alla condivisione, quindi imparare a fare \u201ceffetto leva\u201d nella condivisione delle proprie risorse. Tante volte cerco di limitare questa mia frenesia dicendo: \u201cforse la mia et\u00e0 non mi porta pi\u00f9 a dare cattivi esempi e quindi do alcuni consigli\u201d, come avrebbe detto De Andr\u00e9. Per\u00f2 io ci credo fermamente, perch\u00e9 \u00e8 il \u201cseed\u201d della ricerca scientifica poter condividere le proprie idee per vederne l\u2019effetto leverage sia nei propri lavori che nei lavori diffusi nei contesti.    <\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><em><strong>Lei ha lavorato su moltissimi argomenti: rapporto tra territori, identit\u00e0, sviluppo. Ecco, un corso residenziale come questo, che porta giovani da tutta Italia e dall\u2019estero a vivere Filogaso e a vivere la Calabria, pu\u00f2 diventare anche un laboratorio di valorizzazione territoriale e portare avanti un nuovo tipo di narrazione per il Sud? <\/strong><\/em><\/em><\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Io da sempre, confrontandomi con la Fondazione, ho pensato che il modello SIM possa essere uno di quei siti capaci di stimolare fenomeni di innovazione sociale in un territorio che altrimenti deve solo leccarsi le ferite<\/strong> per fenomeni come quello dello spopolamento, dell\u2019invecchiamento e della riduzione dei servizi per mancanza di fondi delle istituzioni. Penso sempre che per migliorare le sorti di paesi come questi ci sia bisogno dell\u2019impegno di un processo che parte dal basso. Quindi un fenomeno comunitario, un fenomeno che parte dalla comunit\u00e0 coinvolta in un obiettivo comune, potrebbe assolutamente diventare nuova vita per questi territori.  <\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><em><strong>Lei si occupa anche di Terza Missione. In che modo universit\u00e0, fondazioni e territori possono fare rete per trasformare la formazione in impatto reale, evitando che questa resti confinata in aula? E in che modo i percorsi come questo di Social Impact Manager possono contribuire?  <\/strong><\/em><\/em><\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il concetto della Terza Missione \u00e8 un concetto che negli ultimi anni sta segnando molto il mio lavoro accademico. C\u2019\u00e8 da dire innanzitutto che la Terza Missione \u00e8 la condivisione della conoscenza e della ricerca rispetto alla societ\u00e0 civile, quindi non rispetto ai propri studenti, altrimenti sarebbe ancora impegno accademico di ricerca. E diciamo che la lezione di oggi al Green SIM \u00e8 stata la massima rappresentazione, o comunque l\u2019emblema, della Terza Missione: quello di condividere le mie conoscenze con un panel eterogeneo cercando poi di far emergere delle considerazioni, non dico delle conclusioni, ma dei modelli concettuali. \u00c8 chiaro che accrescere le conoscenze e far s\u00ec che queste conoscenze producano degli impatti sia sul sociale che sull\u2019ambientale, ma anche sull\u2019economico, e far s\u00ec che tutto questo possa favorire addirittura job creation o miglioramento delle condizioni dei profili dei nostri studenti, richiede la creazione, in questa fase anche spontanea, di un ecosistema che veda coinvolti attori assolutamente eterogenei: appunto la Fondazione, l\u2019istituzione di Filogaso che ci ospita, i profili che si affiancano all\u2019istituzione, le universit\u00e0, i centri di ricerca, ma anche le imprese. Quindi assolutamente <strong>credo che questo sia il modello concettuale pi\u00f9 adatto per favorire anche nel lungo periodo la pratica della Terza Missione<\/strong>, a favore di questi giovani profili.    <\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><em><strong><em>One last question: what concrete synergies do you see for the near future between your academic activity and our project?<\/em><\/strong><\/em><\/em><\/p>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>The synergies are multiple<\/strong>, absolutely: they are precisely those of knowledge sharing, but also those of creating replicable models. In my opinion, the Foundation and the university world together, especially in this historical moment, can leverage to create replicable models not only in various economic sectors, but also in various territories, also focusing attention on themes and processes that can be useful to the economic world, as well as to the social one. So I absolutely see a very strong synergy, one that can be further strengthened, based on specific projects that can benefit these young profiles and research, the expansion and development of research on one hand, and the production of social impacts on the other, thinking about the activities of institutions.  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;intervista a Gianpaolo Basile Innanzitutto la ringraziamo per essere qui con noi, quali siano le sue sensazioni al termine di questa esperienza con i nostri studenti? L\u2019esperienza \u00e8 sempre molto avvincente e interessante, e forse porto a casa pi\u00f9 di quanto dovevo. 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