Fondazione Augurusa: a Filogaso crea le radici del futuro

Nella settimana di celebrazioni dei 55 anni dell’Earth Day, la più grande manifestazione
ambientale del pianeta, la Fondazione Antonio Emanuele Augurusa si unisce per
celebrare la Terra con un evento che vede i bambini delle scuole materna, elementare e
media, i giovani del suo Corso gratuito di Alta Formazione Social Impact Manager e i
giovani del suo modello Virtus Lab diventare protagonisti attivi della salvaguardia del
pianeta. Con la piantumazione di 20 alberi a Filogaso (VV), l’evento in collaborazione
con il Comune di Filogaso e l’Istituto Comprensivo Sant’Onofrio vuole essere un
laboratorio per la cura dei territori e delle comunità.

«Come Fondazione sentiamo di dover costruire una narrazione di comunità volta a
sposare l’etica dei luoghi, a curarne l’affettività e a riconoscerne il valore, creando momenti
di condivisione come questo di oggi. Vogliamo lanciare un segnale, ciascuno di questi
alberi appartiene alla cittadinanza che lo ospita e ai bambini e giovani che l’hanno fatto
nascere simbolicamente con il gesto della piantumazione – dichiara Francesco Augurusa,
Presidente della Fondazione Augurusa – L’albero è simbolo di chi, arrivando a Filogaso,
sceglie di non andarsene con il cuore anche se fisicamente andrà via da qui. E’ così che
vogliamo costruire il ritorno alla comunità educante che sta nascendo, frutto della
comunità del paese che ha accolto questi ragazzi e dalla comunità che loro come gruppo
classe hanno contribuito a costruire». Si tratta di costruire il ritorno dei giovani -che a
Filogaso si stanno formando- attraverso una promessa, quella di assumersi l’impegno alla
cura, e di costruire il ritorno e la “restanza” di chi a questi luoghi appartiene per nascita
attraverso lo sviluppo di nuove opportunità, stimoli culturali e lavorativi, che facciano
sentire a chi fantastica l’altrove come le aree interne possano ancora essere vivibili.

«Oggi abbiamo piantato venti alberi con l’obiettivo di creare un ponte simbolico tra gli
studenti e il paese che li ha accolti durante la formazione – afferma Francesco Silvaggio,
Direttore operativo della Fondazione Augurusa – Come ”custodi dell’albero” i bambini
avranno il compito di proteggere questi alberi nel tempo, crescendo assieme a loro, e di
proteggere questo legame con la promessa e l’impegno da parte dei nostri studenti a
ritornare a Filogaso». Ormai da qualche anno la Fondazione Augurusa sta innescando
una vera inversione di marcia per posizionare territori come Filogaso, intercettando talenti
dall’Italia e dall’estero pronti a trasferirsi in loco per porsi al servizio della comunità locale e
costruire da lì le basi di una comunità globale.

Un grande plauso e ringraziamento per questa mattinata all’insegna della natura, del
divertimento e della consapevolezza ambientale arriva anche dall’Amministrazione
comunale di Filogaso. «Oggi è una giornata speciale, non siamo qui solo per piantare gli
alberi, ma siamo qui per piantare un legame. Un legame tra chi ha scelto Filogaso per
formarsi come persona e come professionista e chi qui ci è nato e cresce ogni giorno.
Questi 20 alberi che verranno piantati rappresentano una speranza, una promessa di cura,
di rispetto per la terra, per l’ambiente e per la comunità» sottolinea l’Assessore Maria
Condello.

La cerimonia voluta dalla Fondazione innesca una riflessione sul ruolo dell’educazione e
dell’informazione nella promozione dello sviluppo sostenibile. Come evidenzia il sociologo
Francesco Rao, tra gli ideatori dell’iniziativa: «Piantare un albero è un gesto simbolico che
entra nelle radici di una comunità e la scelta della Fondazione Augurusa è di invertire un
dolore in bene, mettendo radici forti dove c’è un territorio o una comunità aperta e
propensa. Filogaso è una realtà che, se pur all’apparenza piccola, sa farsi grande perché
riesce a donare il terreno dove affonderanno le radici di questi alberi, a rappresentare il passaggio degli studenti che sono arrivati a Filogaso e che avranno un vero obbligo morale nel rimanere legati a questa comunità e alla Fondazione in particolare».

La redazione