Filogaso diventa la Davos dell’impatto sociale

Il contributo della Fondazione Augurusa per un nuovo equilibrio mondiale

Rispondono alla chiamata la Presidente mondiale degli imprenditori cristiani, il Presidente
e il Segretario Generale dei vescovi europei, il Segretario della Conferenza Episcopale
Calabra e l’Arcivescovo di Catanzaro oltre che il Procuratore della Repubblica di Vibo
Valentia e la Stella Polare dell’impact marketing
.

Una giornata ricca di sorprese, ieri 9 Aprile, per la cittadina di Filogaso (VV) che ha visto i
più alti rappresentanti delle istituzioni civili ed ecclesiastiche attraversare le sue strade per
raggiungere la Fondazione Augurusa e i suoi giovani Social Impact Manager del
Corso gratuito di Alta Formazione che sta realizzando proprio in queste settimane nei
locali messi a disposizione gratuitamente dall’amministrazione comunale. Una giornata
all’insegna della legalità, dell’educazione e della pace che ha visto riuniti nelle sale del
Comune e nella Chiesa parrocchiale di Sant’Agata V.M. il Procuratore della Repubblica
di Vibo Valentia – Camillo Falvo, il Segretario della Conferenza Episcopale Calabra –
S.E.R. Mons. Attilio Nostro e l’Arcivescovo metropolita di Catanzaro Squillace –
S.E.R. Mons. Claudio Maniago
a “tu per tu” con la cittadinanza e gli studenti della
Fondazione Augurusa, giunti da tutto il territorio nazionale e dall’estero per diventare i
primi Social Impact Manager in Italia. Tra i docenti d’eccezione anche Gabriele Carboni,
che da anni lavora con l’americano Philip Kotler per tracciare la linea del marketing e del
management dei prossimi 100 anni «Filogaso come Davos: piccolo e periferico, ma
capace di accendere riflessioni globali. Qui nasce e si consolida la figura del Social Impact
Manager, ponte tra imprese e comunità, custode del cambiamento e promotore di un
futuro più equo e sostenibile».

Ha aperto la serie di eventi il Procuratore Falvo con i temi dell’etica e della legalità per lo
sviluppo delle comunità e la diffusione dei valori di giustizia. «Penso che sia una attività fortemente meritoria, abbiamo bisogno di giovani impegnati nel diffondere un messaggio
etico e di rispetto delle regole – ha dichiarato – Credo che questo sia solo l’inizio e mi
auguro, e auguro alla Fondazione, che siano solo i primi mattoni di un grande edificio».

Nel primo pomeriggio anche il Presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali
della Comunità Europea – S.E.R. Mons. Mariano Crociata
è intervenuto in
video-collegamento per affrontare con gli studenti l’urgenza e la necessità di “Costruire
una cultura della pace”. Mons. Crociata non ha esitato a definire il percorso formativo della
Fondazione Augurusa «originale e particolarmente urgente. Non è facile trovare istituzioni
che si impegnano su questo fronte in maniera diretta. Coinvolgere giovani e proporre temi
così importanti per la loro vita, per la loro attività futura e per la loro presenza nel sociale è
un contenuto enorme dal punto di vista della formazione umana e della crescita della
collettività». Rivolgendosi poi alla Fondazione Augurusa «Sento gratitudine e
apprezzamento per voi, continuate a portare avanti questa attività».
Ha proseguito la seconda relatrice Sigrid Marz, Presidente dell’UNIAPAC (Unione
Internazionale Imprenditori Cristiani) affermando: «Fare l’imprenditore per noi di UNIAPAC,
dove iscritte non sono le imprese ma le persone, è una nobile vocazione orientata a
produrre ricchezza e a migliorare il mondo per tutti mettendosi al servizio del bene
comune. Come uomini abbiamo la possibilità di scegliere. E come imprenditori scegliamo
di costruire un’economia più giusta a servizio dell’uomo».

Ci spostiamo poi nella Chiesa parrocchiale dove Mons. Maniago ha espresso così il suo
plauso. «Mi ha colpito molto l’origine della Fondazione dalla disgrazia di un ragazzo che
sognava davvero un futuro bello, importante, di pace. Su quel sogno si è realizzato
qualcosa di importante come la Fondazione, che rende concreta questa sua idea. Sembra
quasi che Antonio continui a sostenere il suo sogno e lo accompagni con la sua presenza rendendo ancora più fecondo questo impegno». Con queste parole Mons. Maniago ha
riflettuto sulla figura del giovane Antonio, da cui la Fondazione eredita il nome e la
missione «Antonio è un giovane che aveva grandi sogni, così grandi e importanti che
continuano ancora ad alimentare le speranze di tanti giovani anche dopo la sua morte. Da
questa morte è nata una grande esperienza di speranza».
Anche Mons. Nostro si è espresso con parole di lode «La Fondazione Augurusa si è fatta
avanti e si è fatta conoscere e questa è una grande dimostrazione di umiltà, di
disponibilità, di coraggio e anche di sussidiarietà, perché con le loro professionalità e con il
loro carisma si pongono al servizio non solo della Chiesa locale ma anche del territorio».
Non sono mancate considerazioni anche sull’impronta di bene lasciata da Antonio: «La
sua figura è molto interessante perché dimostra come nei bambini siano già presenti dei
Grandi Uomini. Chiedere loro di dare un contributo è un’innovazione che la Fondazione
Augurusa potrebbe portare come slogan in giro per l’Italia, perché i bambini hanno delle
grandissime capacità che attendono soltanto di essere scoperte».

Affrontare temi globali considerando le ricadute locali nelle singole comunità e nei territori
che abitano è il leit motiv di questa prima edizione formativa “Social Impact Manager” e la
scelta di svolgerla in un contesto di periferia non potrebbe essere più emblematica. Come
ci ricorda Francesco Augurusa, Presidente della Fondazione Augurusa: «Riscattare la
tragedia di Antonio e trasformare il dolore della sua perdita in uno strumento per l’impegno
sociale, questa è la mia missione come fratello e la missione della nostra Fondazione.
Perciò continueremo a contribuire nella creazione di una cultura della Pace e nella
direzione della Restituzione Generativa a livello territoriale e internazionale».

La redazione